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SCARICA CANTI GREGORIANI

Posted on Author Vojin Posted in Rete


    internet è stato realizzato da un fedele laico per promuovere il canto gregoriano. hanno registrato alcuni canti liturgici che potete scaricare gratuitamente. download - musica classica classifiche lettore mp3 midi cartoni ricerca mp3 gratis canto / gregoriani / chitarra / testo / download / musica / latina / list / musiani /. Download Canti gregoriani apk for Android. Compilazione con la migliore musica gregoriana che serena l'anima. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana​; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto.

    Nome: canti gregoriani
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    Deve essere cantato a cappella, cioè senza accompagnamento strumentale, poiché ogni armonizzazione, anche se discreta, altera la struttura di questa musica.

    Dal punto di vista del sistema melodico, il canto gregoriano è di tipo modale e diatonico. Le diverse scale impiegate con i loro gradi ed i loro modi, sono chiamati modi ecclesiastici, scale modali o modi antichi, in opposizione alle scale utilizzate in seguito nella musica classica tonale.

    Il suo ritmo è molto vario, contrariamente alla cadenza regolare della musica moderna. Il ritmo, che nel canto gregoriano riveste un ruolo complesso, oltrepassa le parole e la musica, sorpassando le due logiche.

    Tuttavia, se è opinione generale che esistesse all'epoca un insieme di canti per la liturgia, nulla di preciso si conosce al riguardo per quanto attiene agli autori e alle epoche di composizione. Si tenga presente che fino al non vi fu scrittura musicale ma sui testi si apposero dei convenzionali segni mnemonici per aiutare il cantore. Si ipotizza che nei tre secoli anteriori a Gregorio fosse diffusa la figura dell'autore-cantore, che ricorda il rapsodo dei tempi omerici : il canto veniva tramandato ed eseguito con l'aggiunta di varianti o con vere e proprie improvvisazioni.

    L'ambiente presso il quale si formavano questi ignoti "artisti" è rappresentato dalla Schola cantorum , luogo dove la Chiesa ha preparato i propri cantori fin dai primi tempi all'epoca di papa Damaso , morto nel , c'era già una distinta schiera di diaconi esclusivamente dedicata a questo scopo.

    La vocazione religiosa che era al fondo di tale attività spiega inoltre perché l'individuo scomparisse nel rendere un servizio alla comunità e a Dio, tanto che l'arte attraverso la spiritualità si trasformava in preghiera: il nome di questi musicisti non è giunto a noi perché essi non pensavano di lavorare per la propria fama ma per la gloria di Dio.

    Il ruolo di Gregorio[ modifica modifica wikitesto ] Come avviene generalmente per ogni periodo della storia della Chiesa, il nome di un Pontefice riassume e contrassegna il lavoro di un'intera generazione. Il ruolo di Gregorio nei confronti del canto liturgico è testimoniato dal diacono Giovanni nella sua Vita di San Gregorio, scritta su incarico di Gregorio VIII avvalendosi dei documenti dell'archivio pontificio.

    La compilazione di un libro di canti per la Messa Antifonario , di cui a noi non è pervenuto l'originale, è stata redatta insieme ai maestri del tempo, ma - secondo il biografo - con un intervento diretto e competente dello stesso Gregorio, che ci viene presentato come esperto in materia, maestro di canto ed istruttore dei "pueri cantores".

    La "questione gregoriana"[ modifica modifica wikitesto ] Lo sviluppo del canto gregoriano avvenne in un'epoca posteriore nei confronti del cosiddetto canto romano antico, e mostra una compiuta rielaborazione di vari elementi preesistenti, in modo tale da creare una sintesi artistica di grande valore. Infatti il repertorio "gregoriano" ingloba delle melodie romane anteriori adattate, ma anche caratteristiche melodiche che derivano dalla fusione con repertori liturgici della Gallia.

    Tutto questo corpus melodico viene inquadrato nel sistema degli otto modi Octoechos , di derivazione greca e giunto in Europa occidentale attraverso Boezio. Teoria tradizionale[ modifica modifica wikitesto ] Secondo la teoria tradizionale in ambito cattolico-romano, il canto gregoriano si sarebbe formato a Roma , dopo l'adozione della lingua latina nella liturgia , in una lenta evoluzione, con diversi apporti di papi.

    Il canto gregoriano sarebbe erede della tradizione ebraica sinagogale, e arricchito con influssi derivati dal canto della Chiesa di Gerusalemme.

    La messa a punto spetterebbe a Gregorio Magno e alla sua schola cantorum. La moderna opera di restaurazione gregoriana si svolse attorno a questa versione melodica, ritenuta come il vero canto della chiesa. Ma le prove addotte per sostenere tale ipotesi presentano indubbi punti deboli discutibilità dei testimoni addotti, inverosimiglianza di un simile mutamento di tradizione e della coesistenza di una duplice versione di melodie nella stessa città, etc.

    Più precisamente, i critici notarono che a Roma, prima del XII secolo , non v'è alcuna traccia di uso del canto gregoriano. Il canto gregoriano: versione romano-franca[ modifica modifica wikitesto ] È la teoria che oggi sembra essere più condivisa.

    In sintesi, il canto romano sarebbe stato rimaneggiato, per giungere al canto gregoriano, non a Roma, ma nei paesi franchi , tra la Loira e il Reno , quando la liturgia di Roma fu imposta in modo autoritario in tutto il regno franco, sotto Pipino il Breve e Carlo Magno.

    In quel contesto avvenne un processo di assimilazione e di rilettura creativa, iscritta nella vivace rinascita carolingia e sostenuta dalla politica unificatrice in vista del Sacro Romano Impero.

    Questa scrittura musicale , infatti, nacque con tutta probabilità nelle regioni soggette ai Franchi nel IX secolo. Dalle regioni franco-germaniche provengono i più antichi e i migliori manoscritti neumatici. Questione ancora aperta[ modifica modifica wikitesto ] I sostenitori della conversione del canto romano in canto gregoriano in ambito carolingio adducono prove alquanto convincenti, ma non dissipano ogni ombra di dubbio.

    Gli studi continuano, con un confronto sempre più affinato tra canto romano, canto gregoriano e canto ambrosiano , e con una lettura sempre più attenta dei dati storico-liturgici.

    Canti gregoriani

    Non è comunque facile arrivare ad una soluzione definitiva. Alla luce di questa considerazione, quindi, anche l'affermazione che il gregoriano che conosciamo noi sarebbe nato da un incontro tra tradizione romana e tradizione franca viene posta in questione, perché di fatto l'elemento "romano" che troviamo sia nel canto gregoriano sia nel canto romano dei codici scritti potrebbe essere passato non dal romano al gregoriano, ma viceversa dal gregoriano franco al romano tardivo già influenzato dalla tradizione di canto che arrivava da nord.

    Nonostante questa fissazione su codici in neumi, comunque, anche a Roma nel Medioevo centrale il canto romano cederà di fronte al canto gregoriano già affermato nella pratica del resto d'Europa. Le prime testimonianze scritte di canto gregoriano[ modifica modifica wikitesto ] Sono i tonari ad offrire le testimonianze più antiche del canto gregoriano.

    Il primo tonario conosciuto si trova in un salterio carolingio del Si tratta di liste di pezzi incipit classificati secondo gli ambiti modali , affinché antifone e responsori possano essere collegati in modo chiaro con gli appropriati toni salmodici. Nei codici più antichi dell'antifonario VIII secolo , si trovano soltanto i testi liturgici, senza note musicali: le melodie vengono trasmesse oralmente. I canti dell' ordinario , invece, non saranno presenti nei codici notati se non dopo parecchi secoli: appartenevano all'assemblea, venivano cantati con uno stile sillabico trasmesso solo oralmente.

    Alcuni cenni sulle successive vicende del canto gregoriano[ modifica modifica wikitesto ] L' introito Gaudeamus omnes del Graduale Aboense XIV secolo in notazione quadrata Nel XII secolo una riforma musicale in ambito cistercense , in nome della povertà evangelica, rimaneggia le melodie ritenute troppo fiorite. Vengono sfrondati molti melismi ed è consentito al massimo l'ambito decacordale. Antichi codici vengono distrutti.

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    Con il diffondersi della [polifonia] il canto gregoriano, ritmicamente e melodicamente compromesso, continua tuttavia come canto "d'uso". L'espressione ha connotazioni negative nei confronti della nuova musica "d'arte". Il gregoriano fornisce comunque un materiale connettivo al tessuto polifonico, e vive come elemento di alternanza con la polifonia stessa.

    Ma tale uso alternante appare a volte del tutto arbitrario, tanto da distruggere le forme liturgiche dei canti stessi. In compenso, molti frammenti di gregoriano arricchiscono di fascino le composizioni di polifonia vocale e di polifonia organistica.

    Rimangono un rilevante elemento simbolico di aggancio al passato, di continuità nella tradizione. Il concilio di Trento darà il colpo di grazia alla riproduzione e all'uso dei tropi e delle sequenze.

    L'Edizione medicea del Graduale Romanum - , dal nome della tipografia Medici di Roma , è il frutto di una riforma melodica iniziata da papa Gregorio XIII alcuni decenni prima: viene affidata, in un primo tempo, a Pierluigi da Palestrina e a Annibale Zoilo , e riprendendo istanze ed esperienze umanistiche riduce il canto gregoriano ad uno stato "mostruoso": ritmica mensuralistica , eliminazione dei melismi, gruppi neumatici spostati sulle sillabe toniche, ecc.

    Il tutto è reso su un ritmo saltellante. Mendelssohn, La stessa "Medicea", comunque, per quanto imposta d'autorità da Roma, si rivelerà insufficiente ed insoddisfacente: una copiosa produzione neo-gregoriana o pseudo-gregoriana per esempio Attende Domine, o Rorate caeli si fa strada soprattutto nelle regioni francofone. Nonostante lo stato di decadenza, il canto gregoriano è sentito da alcuni spiriti come un'ancora di salvezza del contesto liturgico, e come strumento di salvaguardia dei testi rituali.

    L'operazione non era semplice: si trattava di una voce che solo la conoscenza dei simboli che la esprimono graficamente, secondo un "cifrario" di cui si era persa la chiave, poteva far rivivere nella sua realtà sonora.

    Sulla base di rigorose verifiche filologiche venne creato il laboratorio di paleographie musicale per la decifrazione degli antichi codici. Uno dei maggiori studiosi e restauratori recenti del canto gregoriano fu il benedettino spagnolo Gregorio Maria Suñol - Le indicazioni generali dei paragrafi e Si conservi e si incrementi con grande cura il patrimonio della Musica sacra [ Il paragrafo invece afferma: l'edizione tipica dei libri di canto gregoriano [e una] edizione più critica dei libri già editi dopo la riforma di S.

    Pio X. Il documento incoraggiava anche la diffusione di canti religiosi popolari n.

    La preferenza secolare della Chiesa per il canto gregoriano fu storicamente motivata dall'unità di testo e suono, che rende questo stile unico per la capacità di trasmettere con la musica "il senso della Parola di Dio proclamata nella liturgia" [6]. Edizioni critiche[ modifica modifica wikitesto ] Ne fu pubblicata l'auspicata nuova edizione del Graduale Romanum curata dai monaci dell' Abbazia di Solesmes.

    Nei passaggi salmodici o sillabici, il ritmo proviene principalmente dalle parole.

    Cappella Musicale del Duomo di Modena *1453*

    Nei passaggi neumatici o melismatici, è la melodia che diventa preponderante. Queste due componenti sono costantemente presenti. Il canto gregoriano non è un elemento ornamentale o spettacolare che si aggiunge alla preghiera di una comunità orante, ma è parte integrante ed efficace della stessa lode ordinato al servizio ed alla comprensione della Parola di Dio.

    È questo il significato più profondo ed intimo di questo genere musicale.


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