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UNI 13779 SCARICARE

Posted on Author Mazujinn Posted in Multimedia


    Questo documento (prEN ) è stato preparato dal Comitato . I tipi di aria negli edifici e in un sistema di ventilazione o di condizionamento sono L' aria esausta è della categoria EHA 1, quindi l'apertura per l'aria di scarica può. La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN ( edizione aprile ) e tiene conto delle correzioni introdotte il 9 maggio Prese di aria esterna e griglie di espulsione (UNI ; EN punti A1 e Aria Espulsa: Flusso di aria scaricato nell'atmosfera. Scaricare Norme Uni Gratis 47 >>> safeguardproject.info c1bfbf Le notizie pi cliccate nella settimana dal 4 al 8 marzo In evidenza.

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    Edita password Ok Annulla. Toggle navigation Login. Tecnica Bontempi. Requisiti degli impianti di ventilazione e climatizzazione a servizio degli ambienti in cui sia consentito fumare ha superato l'inchiesta interna in CTI, va ora sottoposto ad inchiesta UNI e in assenza di commenti, verrà approvata e pubblicata. Vergani e L. Bontempi - www.

    Anche per questi contaminanti si ricorre in relazione con la specifica situazione di sorgenti di contaminazione e di requisiti ambientali, al meccanismo della diluizione con aria esterna, allabbattimento con idonei sistemi di filtrazione o a una combinazione delle due precedenti soluzioni.

    In particolare ladozione di sistemi di abbattimento dei contaminanti gassosi raccomandata: quando laria esterna utilizzata per la diluizione contiene contaminanti a livelli di concentrazione che vengono ritenuti elevati ad es. Musei, Archivi, Centri Elaborazioni Dati, ecc. Ad oggi, pur essendo dimostrata la efficacia e lapplicabilit di sistemi quali filtri a carbone attivo, filtri ad allumina eventualmente attivata , filtri a zeolite, filtri foto catalitici, ecc. Pertanto nel prospetto XX relativo al procedimento prescrittivo, lindicazione della filtrazione contaminanti gassosi va intesa come obbligo di considerazione di questa tecnologia, lasciando al progetto o progetto-offerta la definizione della soluzione da adottare.

    Ulteriore considerazione di questo aspetto di abbattimento dei contaminanti si ritrova allinterno della procedura prestazionale di cui ai paragrafi XX YY. Sempre nel caso di certe applicazioni speciali laboratori , possono rendersi necessari dei filtri a monte del ventilatore di espulsione. Uno schema rappresentativo della posizione dei filtri di aria riportato nella figura 2. Figura 2 - xxxx.

    Si osserva la presenza di: Prefiltro. E' presente quando richiesta una elevata filtrazione dell'aria allo scopo di prevenire l'intasamento del filtro ad alta efficienza. Il prefiltro presenta una efficienza sempre inferiore a quella del filtro successivo. Filtro ad alta efficienza, installato a valle del prefiltro. Filtro finale.

    Di solito si tratta di un filtro assoluto per applicazioni speciali. Filtro sull'espulsione. E' installato a monte del ventilatore di espulsione per prevenire la diffusione all'esterno di agenti nocivi prodotti dai processi o trattamenti nell'ambiente ventilato laboratori, locali di produzione. Le caratteristiche di questi filtri dipendono dal tipo di sostanze trattate e dalle normative di sicurezza in vigore.

    E' importante che la posizione dei filtri in centrale sia distanziata correttamente rispetto a: Prese di aria esterna, in relazione all'ingresso di acqua piovana, formazione di ghiaccio ecc. Umidificatori e lavatori di aria. Il comportamento dei filtri fortemente penalizzato se essi vengono investiti da goccioline d'acqua e nebbie che possono "cementare" il media filtrante.

    L'umidit non perfettamente dispersa ed assorbita dallaria costituisce uno dei maggiori pericoli per i filtri e quindi la loro posizione rispetto a griglie di aria esterna ed umidificatori deve essere scelta con estrema cura dal progettista.

    La scelta dellapproccio prestazionale consente di mantenere il livello degli inquinanti indoor, percepibili e non, al di sotto dei valori raccomandati attualmente resi disponibili dalla comunit scientifica, oppure indicati CTI Milano. Luso di questo metodo non esclude ladozione di tutti gli interventi possibili di prevenzione verso linquinamento indoor. Il suo utilizzo deve essere concepito come completamento e verifica di una serie di azioni, volte alla riduzione complessiva delle sostanze indesiderate sospese nellaeriforme degli ambienti confinati.

    Nel caso si desideri limitare lo scopo dellimpianto unicamente alla tutela del comfort, possibile, pi semplicemente, riferirsi al solo controllo della concentrazione interna di CO2 vedi Appendice X paragrafo X.

    Tali scopi sono esplicitati nel testo legislativo Linee Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati Conferenza Stato Regioni, accordo 27 settembre : Comfort ambientale e benessere microclimatico si riferiscono ad una condizione dell'aria percepita come ottimale dal soggetto dal punto di vista delle propriet sia fisiche temperatura, umidit, ventilazione che chimiche aria "pulita" o "fresca".

    A tale quota minima, deve essere sommata una quota supplementare di diluizione, intesa come portata di aria da aggiungere al fine di mantenere la concentrazione degli inquinanti interni al di sotto dei limiti stabiliti. Al fine di non compromettere i risparmi energetici conseguibili con ladozione del metodo prestazionale, la massima portata dellaria esterna SUP , dovr essere preferibilmente non superiore a quella prevista dal metodo prescrittivo vedi Prospetto VIII per la medesima tipologia e destinazione duso del locale.

    In primo luogo, dovr essere identificato l'inquinante pi significativo o gli inquinanti pi significativi da tenere sotto controllo ed il relativo limite da rispettare, secondo le indicazioni riportate nel paragrafo X. I limiti di progetto dovranno essere adattati in relazione alla tipologia degli occupanti: in genere, salvo diversa indicazione, i limiti minimi raccomandati si riferiscono alla media della popolazione, mentre possibile che gli occupanti appartengano a sottogruppi omogenei di popolazione che possono richiedere limiti inferiori.

    In tal caso, occorrer individuare, se riportati nelle linee guida pubblicate da enti riconosciuti, i relativi limiti da adottare. Figura 3 Diagramma di flusso per lapplicazione della procedura di controllo della concentrazione degli inquinanti interni Partenza. Individuare le concentrazioni massime ammissibili per ogni inquinante critico e altri parametri utili in riferimento alle linee guida disponibili.

    Per ogni ambiente preso in considerazione, occorre per prima cosa individuare linquinante o gli inquinanti che presentano maggiore criticit per livello di concentrazione o particolare pericolosit in rapporto alla tipologia dellambiente interno, degli occupanti o dellambiente esterno. NellAppendice X par. Occorre quindi stabilire se conveniente attuare una strategia di controllo a largo spettro, oppure una strategia mirata su una certa classe di inquinanti.

    Fatta eccezione per i casi in cui sicuramente rilevabile un CTI Milano. Se esistono dei dati che riguardano le concentrazioni degli inquinanti esterni, essi devono essere acquisiti, in modo particolare per quanto riguarda le medie annuali. Si dovr controllare inoltre leventuale classificazione della zona geografica di interesse in relazione a particolari inquinanti di origine industriale o geologica es. Radon, CO2. Inoltre, dovranno essere reperite tutte le informazioni utili a stabilire la presenza e la quantit di inquinanti derivanti da fonti interne: la destinazione duso dei locali, lindice di affollamento massimo e quello medio effettivo, il livello di attivit fisica degli occupanti, lutilizzo di macchinari o di prodotti in grado di rilasciare inquinanti nellaria, la possibile contaminazione da parte di locali confinanti fortemente inquinati ecc.

    In assenza di dati certi relativi alla qualit dell'aria dell'ambiente in esame, si dovr procedere ad unanalisi quali- quantitativa degli inquinanti presenti, mediante limpiego di opportuna strumentazione. Lidentificazione degli inquinanti critici condizioner necessariamente la scelta della tipologia dellimpianto: ad esempio, la realizzazione di impianti a portata variabile comandata da sensori, potr essere effettuata solo per il controllo di un inquinante per il quale sia effettivamente disponibile un sensore adatto vedi paragrafo X.

    Per quanto riguarda la tipizzazione degli inquinanti esterni introdotti con laria immessa, vedi i paragrafi 1. Le operazioni di identificazione degli inquinanti critici possono essere evitate nel caso di adozione del metodo di determinazione delle portate per analogia par. Ci significa che si dovr procedere ad individuare la provenienza dellinquinante e a stimarne la quantit rilasciata in ambiente, anche in relazione al tempo.

    E importante stabilire se ci troviamo alla presenza di concentrazioni relativamente basse che si protraggono a lungo, oppure di elevate concentrazioni che decadono pi o meno rapidamente. La prima categoria prevalentemente costituita da fonti appartenenti alledificio materiali da costruzione, arredi, rivestimenti ecc. Per quanto riguarda le fonti appartenenti alledificio, un determinante aiuto alla loro caratterizzazione pu venire dalla consultazione di banche dati che riportano i dati di emissione di molti materiali di costruzione e di arredamento.

    Alcuni materiali di questo tipo riportano etichette con i dati di emissione certificati.

    Le operazioni di caratterizzazione delle fonti possono essere evitate nel caso di adozione del metodo di determinazione delle portate per analogia par. Si pu parlare di edifici a basso livello di inquinamento strutturale, quando i materiali usati per la costruzione, i rivestimenti e larredamento interni sono caratterizzati da flussi di emissione di inquinanti particolarmente contenuti.

    I criteri per la classificazione di questa categoria di edifici sono contenuti in Appendice X. Il rispetto di tali criteri, potrebbe vantaggiosamente consentire un apporto molto contenuto da parte degli inquinanti volatili provenienti delle fonti di origine strutturale, al fine del calcolo del livello globale di inquinanti interni. I limiti di riferimento sono riportati nella Tabella 2. In ogni caso, si dovr comunque controllare che, relativamente ai locali da trattare, non siano in vigore dei limiti pi restrittivi o riguardanti inquinanti particolari non riportati in tabella.

    Appropriate indicazioni possono essere presenti nel Regolamento di Igiene Locale, in altre leggi, regolamenti, ordinanze e linee guida a carattere comunale, regionale o nazionale. Nel caso non siano disponibili riferimenti nazionali per alcuni inquinanti di cui nota la presenza nei locali da trattare, possibile utilizzare dei riferimenti pubblicati da enti riconosciuti di qualunque nazionalit.

    Nel caso in cui non siano reperibili dei riferimenti specifici per lambiente interno, si dovranno utilizzare quelli stabiliti per lambiente esterno. Occorre inoltre considerare, che i limiti massimi raccomandati di concentrazione degli inquinanti si riferiscono, in genere, alla media della popolazione sana e adulta, salvo specifica indicazione: se i locali da trattare dovranno essere occupati da persone appartenenti a gruppi particolarmente sensibili malati, convalescenti, anziani, bambini, persone affette da deficit fisiologici ecc.

    In ogni caso, dovr essere assicurato il rispetto del valore minimo dapporto di aria esterna indicato nel paragrafo X.

    La verifica della sovrapponibilit di tali caratteristiche pu consentire di evitare lesecuzione delle operazioni descritte nei paragrafi 2. In ogni caso, si dovr comunque verificare, in sede di collaudo, leffettiva capacit dellimpianto nel mantenere le concentrazioni degli inquinanti interni al di sotto dei limiti massimi raccomandati. Se necessario, si dovranno operare le opportune modifiche in modo da consentire il raggiungimento delle prestazioni attese.

    Per semplicit di calcolo, la determinazione del bilancio di massa effettuata in base allipotesi semplificativa di un sistema in stato stazionario.

    Figura 4 Schema di impianto di ventilazione per il controllo della concentrazione degli inquinanti interni singola zona. FODA installato su aria esterna. Nota: il trattamento di filtrazione sullaria secondaria FSEC pu essere effettuato dallimpianto esternamente al locale, oppure da un apparecchio es.

    Si ricorda che, in base alle indicazioni riportate in X. Inoltre, dovrebbero essere evitati valori di qv,ODA superiori a quelli che risulterebbero necessari in base allapplicazione del metodo prescrittivo, per ovvie ragioni energetiche e di dimensionamento dellimpianto.

    Scarico dei fumi. E’ possibile l’uso di sistemi alternativi, ma solo per attività commerciali

    Valori troppo elevati di qv,ODA possono essere prevenuti ricorrendo ai seguenti accorgimenti in ordine di importanza : a maggiore controllo delle fonti di inquinanti; b maggiore concorso di aria secondaria o di ricircolo trattate; c aumento della classe di efficienza dei filtri utilizzati. Le formule 2. Gli schemi e gli esempi di calcolo relativi ai casi pi comuni sono riportati in Appendice X, al paragrafo X. I valori di emissione dei materiali di costruzione, di rivestimento o di arredo presenti nellambiente possono essere reperiti dalla documentazione del costruttore, da apposite etichette riportanti i dati certificati da enti riconosciuti Appendice X.

    Luso dei programmi di calcolo pu simulare con buona approssimazione landamento delle concentrazioni degli inquinanti al variare del tempo e del tasso di ventilazione applicato. Ad ogni modo, occorre tenere conto delle limitazioni dei software utilizzati e, soprattutto, della variabilit delle caratteristiche di emissione dei materiali rispetto ai dati codificati disponibili.

    Per questi motivi, pu risultare necessario provvedere in sede di collaudo ad una verifica strumentale del rispetto dei limiti stabiliti di massima concentrazione degli inquinanti, secondo le modalit suggerite in Appendice X. Allo stato attuale della tecnica, gli impianti a portata variabile governata da sensori si trovano ad uno stadio perfettibile, specialmente per quanto riguarda gli ambienti multizona oppure caratterizzati da grandi dimensioni.

    Tuttavia, in ambienti idonei, ladozione di questi impianti si dimostrata in grado di garantire elevati livelli di soddisfazione degli occupanti e, allo stesso tempo, consistenti risparmi dal punto di vista energetico. Lutilizzo razionale dei sensori presuppone un adeguato livello di conoscenza delle diverse tecnologie disponibili e delle varie problematiche, alcune molto complesse, correlate al loro impiego.

    Il metodo raccomandato per tenere sotto controllo la concentrazione di CO2 descritto nella Appendice X, ed particolarmente indicato alla presenza di ambienti caratterizzati da notevoli escursioni nel valore di affollamento, oppure quando si desidera contenere il pi possibile i consumi energetici imputabili allimpianto di ventilazione.

    La percezione degli inquinanti presenti nellaria un dato soggettivo; il livello di comfort che ne deriva dipende dalla sensibilit individuale. Persone molto sensibili necessitano di un elevato livello di qualit dellaria per ritenere un ambiente confortevole, mentre persone meno sensibili possono richiedere uno standard qualitativo inferiore.

    Per mediare tra le diverse sensibilit individuali, possibile esprimere il livello di qualit percepita dellaria come percentuale di persone che giudicano come inaccettabile la qualit dellaria presente percentuale di insoddisfatti. Minore la percentuale di insoddisfatti, migliore sar il livello di qualit percepita dellaria, e viceversa.

    Un metodo di dimensionamento dellimpianto di ventilazione in base al livello degli inquinanti percepibili descritto nel documento CR, Ventilation for buildings Design criteria for the indoor environment vedi paragrafo 1. Tuttavia, luso di questo metodo risulta di applicazione complessa ed inoltre non garantisce il rispetto dei limiti di concentrazione degli inquinanti non percepibili; per questi motivi, il suo utilizzo non raccomandato.

    La tipologia dei sistemi di abbattimento sulla quota di aria supplementare deve essere tale da ottenere il rispetto dei massimi livelli di inquinanti indoor presenti nellambiente, secondo quanto indicato nella Tabella 1. In presenza di inquinanti specifici noti, deve essere compreso nel sistema di abbattimento almeno un filtro caratterizzato da una certificata efficacia su tali inquinanti. La strategia di ventilazione specifica da adottare dipende dalla caratterizzazione delle fonti di inquinante: la presenza di fonti note, ben localizzate ad emissione significativa e variabile nel tempo, impone, per quanto possibile, una strategia basata su una captazione localizzata degli inquinanti e un contenimento del fattore di miscelazione dellaria.

    In presenza di fonti diffuse ad emissione costante, si deve adottare una strategia che comporti la migliore miscelazione possibile dellaria.

    In ambienti caratterizzati dalla contemporanea presenza di entrambe le tipologie di fonte inquinante, si deve impiegare una strategia mista, che comporti unefficiente captazione localizzata degli inquinanti ed assicuri una buona miscelazione dellaria nel volume dellambiente.

    Al fine di ottenere la massima efficacia nella rimozione degli inquinanti, si deve impiegare un particolare cura nellottenimento di unelevata efficienza di ventilazione vedi paragrafi 3. Quando possibile, opportuno privilegiare la scelta di impianti a dislocamento. Questi ultimi possono essere utilizzati anche nel periodo invernale, utilizzando aria immessa a temperatura neutra e sistemi ambientali di riscaldamento ausiliario di tipo radiante a bassa temperatura.

    Oldrini, Magistrelli, Dotti, Piter Il controllo dellumidit relativa degli ambienti risulta di entit trascurabile ai fini del comfort termico e rilevante per quanto riguarda la qualit dellaria ed il consumo energetico del sistema di ventilazione. Di conseguenza limpianto di trattamento dellaria deve assicurare negli ambienti occupati idonee condizioni di umidit relativa, prevedendo opportune apparecchiature di umidificazione e deumidificazione dellaria.

    Oldrini, Magistrelli, Dotti, Piter Per controllare la direzione e la distribuzione dei flussi di aria tra le varie zone di un edificio e tra queste e lesterno, si possono creare in dette zone condizioni diverse agendo sul rapporto tra la portata immessa e la portata estratta.

    Le possibili condizioni di progetto sono riassunte nella tabella X Tabella 1 - Condizioni di progetto, differenze di pressione.

    La scelta del livello di pressione differenziale dipende dalla destinazione duso. Una depressione deve essere mantenuta quando sono da evitare flussi di aria in uscita dal locale, come avviene nel caso di ambienti con presenza o produzione di contaminanti. In alcuni casi per un migliore controllo degli andamenti del flussi di aria si rende necessario prevedere diversi livelli di pressione differenziale nei vari ambienti.

    Proposta Oldrini paragrafo Propongo leliminazione della tabella e la riscrittura del capitolo come segue Per controllare la direzione e la distribuzione dei flussi di aria tra le varie zone delledificio e tra queste e lesterno si possono creare in dette zone condizioni diverse agendo sul rapporto tra la portata immessa e laria estratta o espulsa.

    In alcuni casi per un migliore controllo degli andamento dei flussi di aria tra si rende necessario prevedere diversi livelli di pressione differenziale tra le diverse zone e se opportuno tra i diversi ambienti di una stessa zona.

    Tali prescrizioni sono obbligatorie sia nel caso venga adottato lapproccio prescrittivo per la determinazione delle portate di diluizione e della filtrazione, che quello prestazionale. Nel caso invece di adozione di sistemi a dislocamento dovr essere garantita una adeguata distribuzione dellaria su tutta la superficie in pianta dei locali serviti. La velocit dell'aria nel volume convenzionale occupato deve rispettare i valori riportati, per ciascuna tipologia di locali, nel prospetto X di cui in appendice C, a meno di esplicite e motivate richieste o riserve.

    Nei locali di stazionamento possono essere installate griglie di estrazione o di ripresa, purch la loro ubicazione sia la pi lontana possibile dai luoghi di normale permanenza delle persone. Deve comunque essere verificata la compatibilit tra la velocit frontale della griglia e le condizioni di rumorosit richieste nell'ambiente.

    Nel caso siano previsti particolari dispositivi atti a precludere la formazione di detto strato, questa distanza pu essere ridotta. Il livello sonoro generato deve essere uguale od inferiore ai valori indicati dal DPCM 14 novembre e successive modificazioni e dai regolamenti locali proposta Oldrini 6. In particolare la griglia di espulsione non deve essere posta: ad una distanza tale da rispettare i vincoli imposti dai regolamenti edilizi locali; ad una distanza non inferiore a 2 m da una presa di aria posta sulla stessa parete se possibile la presa di aria deve essere pi bassa della griglia di espulsione; in prossimit di passaggi pedonali.

    Il dimensionamento della griglia di espulsione deve essere effettuato in base ad una velocit pi elevata possibile riferita alla sezione effettiva di passaggio, per allontanare il pi possibile il flusso di aria dal fabbricato e consentire unefficace diluizione con paria esterna, nel rispetto dei valori di rispetto sonoro imposti. Eccezioni: possono essere accettate distanze minime diverse da quelle sopra indicate se possibile dimostrare che ci si aspetta una concentrazione di contaminanti uguale o minore.

    Non ho a disposizione lappendice F b Intrusione di pioggia. E un capitolo molto interessante e per basato su un metodo di misura normato da noi del tutto sconosciuto dispositivo di priva descritto nella sezione 58 delle UL e valori limiti rilevati in base al test descritto in AMCA L ed in accordo a AMCA Ritengo che si possa affermare che le prese di aria in commercio lascino entrare quantit dacqua non rilevanti e comunque nessuna, per qunto mi risulti, mai stata testata in base alla normativa americana.

    Inoltre non sono a conoscenza che ci sia una norma europea sullargomento. I canali devono essere internamente resistenti allabrasione, alla corrosione, con giunzioni longitudinali e trasversali siliconate o garantite a tenuta, privi di lati taglienti, ispezionabili e lisci per essere facilmente pulibili manualmente o meccanicamente. Il metodo e la strumentazione necessaria per la pulizia devono essere definite in fase di progetto in modo da poter garantire la loro eseguibilit in sicurezza.

    Tubazioni flessibili, purch di lunghezza inferiore al metro, possono essere utilizzate solo per raccordare i canali con i diffusori. I canali devono essere internamente ispezionabili almeno tramite opportuni sportelli a tenuta, in particolare previsti almeno in corrispondenza di organi non smontabili quali serrande di regolazione, valvole, serrande tagliafuoco, batterie di scambio, silenziatori ove esistenti.

    La UNI 10339, il ricambio dell’aria negli impianti aeraulici

    Le aperture di ispezione devono essere sempre raggiungibili, prive di ostruzioni o impedimenti dovuti a passerelle portacavi e altre tubazioni, e di dimensione tali da consentire anche una ispezione a vista. Ove non fosse possibile prevedere portelli di ispezione il tratto di canale deve risultare smontabile. Nei canali di grandi dimensioni, eventuali rinforzi devono essere posizionati esternamente.

    Guarnizioni e sigillanti non devono sporgere verso le superfici interne dei canali. Gli isolamenti termici, ove necessari, devono essere posati esternamente conformemete alla circolare n.

    In questa situazione il sistema di ventilazione deve operare in modo da mantenere le condizioni progettuali di comfort e di IAQ Negli ambienti in cui prevista la presenza di occupanti in numero variabile possono essere installati opportuni sensori per ladattamento del sistema di ventilazione alle esigenze effettive Per esempio possono essere installati: sensori di movimento; contapersone; sensori di CO2; sensori ad infrarossi;. In locali con emissioni note, la concentrazione dellinquinante maggiormente presente pu essere assunta come segnale di riferimento input del sistema di regolazione; per esempio la concentrazione di CO nelle aree di parcheggio.

    Il sistema di ventilazione ed il suo controllo deve essere modificato al variare della destinazione duso del locale in linea con i principi sopra riportati.

    In caso di applicazione della demand controlled ventilation, la portata che deve essere variata la minima portata di aria esterna per persona. Di detta variazione si deve tener conto nel calcolo della eventuale variazione della portata di mandata conseguente a variazioni del calore sensibile dellambiente considerato. Per questi scopo possono essere installati o le serrande di taratura o i regolatori meccanici di portata autoazionati, di pi semplice manovrabilit e di maggior precisione.

    Possono essere montati direttamente su canali o plenum che alimentano pi apparecchi o essere dotati di propria camera di raccordo plenum.

    Se il collegamento tra la camera di raccordo ed il canale effettuato con tubo flessibile, questultimo deve avere una lunghezza limitata ad 1 m lunghezza da discutere in modo da evitare il pi possibile laccumolo di particolato nelle pieghe del tubo stesso In ogni caso il collegamento deve essere il pi lineare possibile, devono essere evitate curve con angolatura maggiore di 90 gradi e strozzature del tubo stesso dovute allintersezione con altri impianti.

    Misura della portata Si deve discutere cosa inserire nel testo della norma e cosa inserire in appendice a apparecchi di mandata Per la misura della portata si devono prendere in considerazione dispositivi o strumenti che ne permettano la misurazione con precisione adeguata e che evitino di influenzare la misurazione a causa dellinduzione che si manifesta intorno allapparecchio.

    I dispositivi sono sostanzialmente due: 1 Apparecchio tipo ballometro E costituito da un tronco di piramide quadrangolare sulla cui sezione minore montato un tronco di canale diritto. In detto tronco montata una griglia di Wilson atta a misurare una pressione differenziale proporzionale alla portata in transito.

    Lo strumento deve essere premuto contro il soffitto o la parete in modo che la sezione maggiore contenga tutto lapparecchio di mandata. Nei locali di stazionamento possono essere installate griglie di estrazione o di ripresa, purch la velocit dellaria non superi 0. Deve comunque essere verificata la compatibilit tra la velocit frontale della griglia e le condizioni di rumorosit richieste nellambiente. Ai fini di questa norma si fa distinzione tra sistemi di diffusione dellaria in ambiente a miscelazione e sistemi di diffusione dellaria a dislocamento.

    Le diverse soluzioni utilizzabili per la diffusione dellaria comportano, a pari portata di aria immessa, differenti capacit di asportazione sia dei carichi termici sia dei carichi di contaminazione. Viene pertanto definita lefficienza convenzionale di ventilazione per quantificare la capacit di asportazione dei carichi di contaminazione da parte dei diversi sistemi di diffusione dellaria.

    Ai fini della presente norma si fa riferimento a una efficienza convenzionale di ventilazione intesa come rapporto fra la portata di aria idealmente necessaria per ottenere il voluto livello di qualit dellaria nellipotesi di perfetta miscelazione, e la portata occorrente nelle applicazioni reali dei sistemi di diffusione impiegati a miscelazione oppure a dislocamento.

    La determinazione della efficienza convenzionale di ventilazione viene fondata sullassunzione che le prestazioni termiche dei sistemi di diffusione dellaria possano rappresentare anche la capacit di asportazione dei carichi di contaminazione presenti negli ambienti, purch questi non siano caratterizzati da particolari disuniformit nella distribuzione spaziale dei carichi e quando non sia prevista la presenza di cappe o di altri sistemi localizzati di ventilazione.

    Le portate minime di aria esterna che devono essere garantite vengono ottenute correggendo i valori previsti per le diverse categorie di edifici nel prospetto III indicati come Q0,III in relazione con la condizione di diffusione dellaria i in cui.

    Diffusore ad effetto elicoidale o turbolento; Diffusore a coni fissi; Diffusore lineare a feritoia; Bocchetta a singolo o doppio filare di alette; Diffusore di tipo elicoidale, da pavimento non sottopoltrona ; Diffusore a dislocamento; Diffusore sottopoltrona o similare.

    Per questi comuni sistemi di diffusione dellaria, in applicazioni tipiche e correttamente dimensionati ed installati, si possono utilizzare i valori di efficienza convenzionale di ventilazione riportati nei paragrafi 3.

    Nel caso di impianti misti che prevedano altri terminali in ambiente ventilconvettori, pannelli radianti, ecc. Prospetto AII : Efficienza di ventilazione convenzionale per i sistemi a dislocamento o a miscelazione con immissione dellaria al di sotto o allinterno del volume convenzionale occupato CTI Milano. Note: Nel caso di ambienti con pi diffusori deve essere considerato lo spazio virtuale di pertinenza del singolo diffusore. I valori di tabella sono validi per diffusori selezionati allinterno del campo nominale di portata dichiarato dal costruttore.

    La valutazione dellefficienza di ventilazione tiene conto di tale effetto attraverso lassegnazione di un valore opportuno al coefficiente moltiplicativo C. Tale coefficiente viene assunto pari a uno in caso di impianti a tuttaria e pari ai valori riportati nel prospetto AIII per gli impianti misti. Questa soluzione non garantisce la costanza dellefficienza di ventilazione. Lefficienza deve essere valutata dal progettista. Negli impianti misti per aria immessa si intende laria esterna trattata centralmente detta anche aria primaria.

    Nel caso in cui il progettista non ritenga adeguati per la specifica configurazione i valori forniti nei paragrafo 7. Note: Il differenziale di temperatura DTx deve essere valutato nella posizione termicamente pi sfavorita che, generalmente, coincide con lintersezione della zona di influenza del diffusore e linizio del volume convenzionale occupato. Quanto pi tale rapporto piccolo ovvero quanto pi Tx prossimo a Ta tanto migliore risulta essere la miscelazione dellaria di mandata con quella ambiente; nellipotesi di uniforme produzione dellinquinante allinterno dellambiente, ci equivale ad avere una buona diluizione degli inquinanti interni.

    I valori del quoziente di temperatura, ricavabili dai diagrammi forniti dai costruttori di terminali per la diffusione dellaria, sono indicatori dellefficacia della miscelazione che tanto maggiore quanto pi basso a parit di distanza dal punto di immissione; possono quindi essere associati allefficienza di ventilazione.

    Per la diffusione dellaria dallalto mediante diffusori a miscelazione, il massimo valore di efficienza pari ad uno. La relazione tra il quoziente di temperatura e lefficienza di ventilazione fornito dalla Prospetto A4 per i diversi sistemi di diffusione dellaria in fase sia di raffreddamento sia di riscaldamento. Tx Tz. Nella presente norma si fornisce la procedura di tipo prescrittivo basata su intervalli di accettabilit delle temperature operative. I valori di temperatura operativa in funzione della temperatura esterna sia per le condizioni invernale che per quelle estive, sono ricavabili dai diagrammi dei paragrafi xx xx.

    Tali valori sono da considerarsi come valori di progetto per il dimensionamento degli impianti; gli stessi valori possono essere utilmente impiegati per la regolazione degli impianti. Le condizioni di benessere sono funzione del livello di attivit metabolica e del grado di resistenza termica del vestiario degli occupanti; le grandezze indicate trovano validit entro i valori tipici riportati nel prospetto VII; Prospetto VII Limiti di validit delle condizioni di benessere riportate in 4.

    Niente multe ai gestori dei locali. AiiSA Ass. Inseriti riferimenti alla nuova norma europea EN Si fà notare che alcune risposte sono palesemente in contrasto con quanto scritto sul testo di legge. Corretti alcuni problemi di visualizzazione e calcolo. Versione finale L. Bontempi, G. Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee.

    Legge comunitaria Questa nuova versione prevede anche una pagina per il calcolo dei tempi di abbattimento degli inquinanti interni. Il programma è composto da un file Excel e le istruzioni sono in formato PDF. Ordinario n. European series ; No. Rimozione e attenuazione di vitalita' tramite barriera filtrante di tipo elettrostatico L.

    Bontempi, M.

    Approfondimenti

    Dottori, G. Fava, M. Per funzionare il file deve essere aperto con Excel di Windows calcolo iaq 1. Interpretazione ed applicazione delle leggi vigenti in materia di divieto di fumo. Governo Italiano apr Gazzetta Ufficiale n. Gli emendamenti sono raggruppati in base al o ai parlamentari che li hanno proposti, indicando il relativo partito politico.

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    Parlamento Italiano apr Camera dei deputati 20 "Manuale sulla qualità dell'aria "Un esempio di calcolo per un progetto" Luigi Bontempi apr "Manuale dal titolo "La qualità dell'aria interna, problematiche e soluzioni" 19 "Manuale sulla qualità dell'aria "La qualità dell'aria interna e il tasso di ricambio con aria esterna" Luigi Bontempi apr "Manuale dal titolo "La qualità dell'aria interna, problematiche e soluzioni" 18 "Manuale sulla qualità dell'aria "I filtri dell'aria e le metodologie usate per la loro certificazione" Luigi Bontempi apr "Manuale dal titolo "La qualità dell'aria interna, problematiche e soluzioni" 17 "Seconda bozza del regolamento sui : "Requisiti impiantistici per le zone fumatori".

    Tale documento è in inchiesta pubblica. Nuovo documento approvato dalla conferenza Stato Regioni in merito alla manutenzione predittiva degli impianti di climatizzazione. Pubblichiamo gli appunti inerenti gli argomenti oggetto del corso sulla qualità dell'aria iniziati quest'anno.

    Il file contiene le slides di: la ventilazione, le norme e , la manutenzione degli impianti, e un esempio di calcolo. Considerazioni sui costi effettivi dei filtri d'aria in merito al loro consumo energetico in relazione alla loro efficenza di separazione e alla perdita di carico introdotta nei circuiti aeraulici. Le linee guida redatte e proposte da AS. Lo scarico dei prodotti della combustione deve avvenire a tetto. In caso di impossibilità, deve consentito dalla legislazione vigente, è possibile scaricare a parete in conformità alle distanze di rispetto previste dalla UNI Di seguito vengono elencate le normative che possono essere utilizzate al fine di dimensionare e realizzare un sistema di evacuazione delle fumane.

    Bisogna osservare che a rigori la norma UNI si applica ai soli impianti di portata termica inferiore ai 35 kW e quindi assimilabili a quelli di civile abitazione. Si possono ricavare utili indicazioni circa le distanze di rispetto delle bocchette di espulsione rispetto ai recettori sensibili dalla norma in questione vedi prospetto A2 e fig. Vale la pena osservare, che è opportuno mantenere la portate di aria estratta superiore a quella immessa, in modo che la cucina sia in leggera depressione per evitare la dispersione degli odori nei locali limitrofi.

    Riassumendo un impianto correttamente dimensionato presenta i seguenti vantaggi:. Il contenuto è chiaro e molto esaustivo.


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