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SCARICA SIGLA NEON GENESIS EVANGELION

Posted on Author Vudogrel Posted in Giochi


    serie tv – “Neon Genesis Evangelion”. SIGLA INIZIALE. “Zankoku na tenshi no tese” di Yoko Takahashi. SIGLA FINALE. “Fly me to the Moon”. Il brano, con testo di Oikawa e musica di Ōmori, è stato composto per essere la sigla di apertura della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion. Zankoku​. MEDIA. MIDI Sigla iniziale: Zankoku na teshi. SCARICA Sigla finale: Fly me to the moon. SCARICA MP3 Sigla iniziale: Zankoku na teshi. SCARICA VIDEO. Testo originale di Cruel Angel's Thesis, sigla d'apertura di Neon Genesis Evangelion: Zankoku na tenshi no you ni. Shonen yo, shinwa ni nare Aoi kaze ga.

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    Gli angeli esistono e sono in mezzo a noi, anche se i media, in combutta con il Governo, tentano d'occultare la Verità al popolo, tanto per cambiare. Non saprei nemmeno dargli torto, sotto alcuni aspetti. Troppo spesso il panico di massa non ha fatto altro che generare confusione, distruzione e morte, la bestia umana lasciata libera d'agire in branco si comporta in modo assai nocivo per il suo prossimo e tutto l'ambiente circostante. In questo caso, gli angeli in questione non sono altro che alieni.

    Li ritroviamo in una delle serie animate più avvincenti e ben realizzate degli ultimi anni, ad opera dello Studio Gainax, che già molto aveva dato all'animazione nipponica. È uno dei maggior successi, sia di pubblico sia di critica dell'animazione giapponese. Parallelamente alla serie televisiva è stato ideato un adattamento manga per opera di Yoshiyuki Sadamoto il character designer della serie , che presenta alcune differenze nello sviluppo della sceneggiatura.

    L'analisi psicologica è quindi svolta seguendo esclusivamente i fatti e tralasciando le esperienze introspettive che erano mostrate spesso negli episodi.

    È infatti un film fine a sé stesso, ovvero che vuole rinfrescare la memoria dello spettatore in modo da prepararlo alla visione del finale.

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    Questo per il semplice fatto che il film è stato prodotto qualche anno dopo la messa in onda della serie televisiva. Il film termina il racconto all'episodio 24, ovvero la morte dell'ultimo angelo, Kaworu Nagisa, poiché gli episodi 25 e 26 verranno sostituiti dal film Neon Genesis Evangelion: The end of Evangelion.

    Alla fine vi è anche la sigla di coda e un intervallo della durata di cinque minuti prima dell'inizio di Rebirth.

    Evangelion: Rebirth Il film non è altro che l'inizio del film Neon Genesis Evangelion: The end of Evangelion e sviluppa gli avvenimenti immediatamente successivi alla morte dell'ultimo angelo.

    In questa parte ritroviamo la base NERV ancora in stato di allerta di primo grado, ovvero sotto minaccia di attacco, ma i funzionari non ne capiscono il motivo dato che l'ultimo angelo già è stato abbattuto. La risposta arriva prima del previsto ovvero quando la Seele organizza un attacco in forze della base.

    Il "Progetto" è ancora oscuro, non si capisce ancora a cosa debba portare. Se da un lato questa scelta avrebbe una spiegazione in alcuni contesti la parola giapponese Shito significa appunto apostolo dall'altro è in netta contrapposizione con il volere stesso dell'autore.

    Gli episodi infatti sono costellati di scene in cui i monitor, in situazioni di allerta, mostrano chiaramente la parola anglosassone "angel". Come sarebbe del resto logico, data la natura ultraterrena di questi esseri, mentre apostolo è un termine legato solitamente a esseri umani.

    Come se non bastasse, la stessa sigla di apertura si intitola "Zankoku na tenshi no teeze", che si traduce "la tesi dell'angelo crudele", con la cantante solita esibirsi in pubblico proprio vestita da angelo.

    Qui il senso non è stravolto, ma ancora una volta va contro quanto si vede nelle scritte di diversi fotogrammi. Ma da cosa deriva questo cambio di rotta, per molti inspiegabile? Le scelte sono opera del nuovo direttore dell'adattamento, Gualtiero Cannarsi, già salito agli onori della cronaca per alcuni controversi adattamenti delle opere dello Studio Ghibli.

    Le scelte particolari del nuovo doppiaggio non si fermano solo al termine apostolo, ma si estendono in tutta una serie di passaggi in un italiano inusuale, dai tratti quasi aulici, talvolta anche sgrammaticato.


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