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GVSIG ITALIANO SCARICA

Posted on Author Dolmaran Posted in Autisti


    Contents
  1. Traduzione di "arranca con" in italiano
  2. gvSig Desktop 2.4 – Novità e Installazione in Windows e Linux
  3. gvSIG Mobile
  4. gvSIG Mobile 0.2.2 Aggiornare

gvSIG Desktop è un software libero licenza GNU / GPL, che ne consente l'uso gratuito, la distribuzione, lo studio e il miglioramento. Scarica gvSIG Desktop. Quindi si deve lanciare gvSIG tramite il file safeguardproject.info (estensione "​VBScript Script File"). Download alternativo: Con inclusi i prerequisiti: Windows. 8/10 (20 valutazioni) - Download gvSIG gratis. gvSIG è un progetto dedicato alla scienza geomatica. Scarica gvSIG gratis e potrai ottenere e analizzare le. gvSIG Manuale utente (Italiano- Version 1*). (* Corrisponde alla versione da selezionare, poiché se si intendesse scaricare tutti i layer offerti dal servizio.

Nome: gvsig italiano
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 59.73 MB

Emilio Guastamacchia Arch. Marco Scaioni Arch. Ernesto Crimella dirigente , Geom. Claudia Bartesaghi, Dott. Monica Santambrogio, Dott. Davide Spiller, Dott.

Traduzione di "arranca con" in italiano

Caratteristiche Gestione dei formati raster e vettoriali. Strumenti di telerilevamento e topologia.

Simbologia migliorata su tutte le mappe. Analisi delle reti: matrici di distanza, triangolazione di Delaunay, poligono di Thiessen, Multipli funzioni di edizione. Compatibilità con i principali formati CAD. Una volta fatte queste considerazioni occorre aggiungere che molte C.

Per questo motivo, in molti casi sono stati realizzati e si stanno realizzando i DbT a partire dalla cosiddetta trasposizione delle C. Ovviamente, in questi casi si dovrà provvedere a rilievi di aggiornamento per poter integrare nel nuovo DbT il contenuto che non esisteva o che è stato modificato rispetto alla C.

Il lato comune ai due oggetti è quindi presente due volte perché appartenente a due entità distinte. Il risultato è illustrato in Figura 4 in alto , dove è riportata una porzione di DbT corrispondente alla stessa area rappresentata nella C. Occorre tenere presente che questa visualizzazione a colori non è memorizzata nei file SHP utilizzati per archiviare il DbT, come verrà illustrato nel seguito.

La visualizzazione richiede la definizione di una legenda che associa a ciascun tipo di oggetto un colore ed eventualmente una campitura. Le differenze principali sono tuttavia altre due.

In quella centrale è attiva solo la vegetazione che, oltre ad essere autoconsistente rispetto alla C. Appare quindi evidente come ogni area sul terreno è descritta tramite un oggetto areale. Non solo, nel DbT esiste un sottoinsieme di classi di oggetti che concorrono alla completa copertura del suolo senza buchi o sovrapposizioni: tale condizione necessaria viene gestita complessivamente attraverso le relazioni ed i vincoli topologici che le specifiche regionali hanno definito.

La seconda importante differenza tra DbT e C. Infatti, tutti gli oggetti, e la relativa banca dati associata, possono essere interrogati semplicemente previa identificazione a video degli stessi. Se in ambiente GIS interroghiamo un qualsiasi oggetto si scopre che ad esso sono associati una serie ben definita di informazioni Figura 5, a sinistra , contenute in tabelle associate che fanno parte a tutti gli effetti del dato prodotto file di consegna con estensione DBF, associato a ciascun file SHP.

Tutte queste informazioni sono interrogabili in vario modo.

Ad esempio determinando la superficie e lo sviluppo di una strada Figura 5, a destra , è possibile determinare il numero di posti auto di una certa zona. Diverse tipologie di oggetti presentano una struttura a rete elementi viabilistici, ferroviari, idrografici, reti tecnologiche. Per esempio, la viabilità ha un contenuto aerale, relativo alle superfici e ad altri attributi Figura 6, sinistra , ma anche un suo contenuto lineare, corrispondete al grafo fatto di elementi stradali e giunzioni Figura 6, a destra.

Lo stesso dato quindi, anzi, gli stessi oggetti esistenti nel territorio, sono letti secondo differenti contenuti, che rimandano ad applicazioni, gestioni e progettazioni differenti. Figura 6 — Rappresentazione duale della viabilità: a sinistra le superfici occupate al suolo, rappresentate tramite una geometria poligonale; a destra la struttura a rete descritta tramite il grafo stradale, composto da elementi o archi e da nodi. Per poter implementare in modo corretto la struttura dati illustrata è stato necessario redigere opportune specifiche tecniche adeguate alle diverse scale di produzione Tali specifiche tecniche, oltre a definire quali elementi debbono essere riportati nel DbT in funzione delle differenti scale di produzione, sono fondamentali in quanto stabiliscono una serie di regole circa le relazioni e le proprietà topologiche dei diversi oggetti.

Per esempio, le regole topologiche descrivono quali oggetti si possono sovrapporre reciprocamente e quali no, quali si possono toccare o meno, quali concorrono alla completa copertura del suolo.

Un prodotto cartaceo che riporta informazioni non rispondenti a quelle richieste ne compromette la leggibilità; o ancora, uno strato informativo adeguato ma difficilmente interpretabile riduce di molto la portata delle indicazioni fornite. I Db Topografici con la loro ricchezza di contenuti e le innumerevoli possibilità di rappresentazione abbattono, difatto, il vincolo connaturato alla tradizionale cartografia in bianco e nero.

gvSig Desktop 2.4 – Novità e Installazione in Windows e Linux

La possibilità di esplicitare gli elementi di un Db Topografico secondo determinate istanze, abbinate in funzione dei casi specifici ai numerosi attributi previsti, genera una casistica quasi infinità di combinazioni che non possono essere contemporaneamente contemplate in un unico progetto di stampa.

I software GIS permettono infatti la creazione di simboli e vestizioni complessi e pertinenti con le specifiche rappresentazioni tematiche. Non trascurabile è inoltre la possibilità di utilizzare il colore come componente discriminante per una rappresentazione maggiormente intuitiva dei contenuti della cartografia derivata dal Db Topografico.

La prima caratteristica indica la spaziatura dei dati, che solitamente è isotropa, quindi uguale nelle due direzioni planimetriche ortogonali.

Una ortofoto digitale è una carta raster a colori. Un ben noto esempio di cartografia raster è costituito dalle Carte Tecniche Regionali ad esempio la CTR alla scala Quella prodotta nel passato era costituita da una quantizzazione binaria, per cui ciascun pixel poteva assumere un valore bianco o nero.

gvSIG Mobile

Entrambe le soluzioni implicano una dimensione dei file raster assai maggiori rispetto a quelli corrispondenti della versione in bianco e nero del passato. Ciascun valore del GRID di solito non è stato rilevato direttamente sul terreno, ma proviene da una interpolazione dei valori misurati che solitamente non sono allineati lungo i nodi della griglia. Le tecniche più utilizzate oggi per la produzione di modelli del terreno sono la restituzione fotogrammetrica anche tramite correlazione automatica delle immagini digitali , e il LiDAR laser scanning aviotrasportato.

A partire dai dati del GRID è poi possibile calcolare per interpolazione le quote di punti situati tra i nodi.

In questo caso, i punti rilevati vengono mantenuti nel modello a differenza di quanto avviene nei DEM e sono uniti tramite una maglia di triangoli che approssima la superficie del terreno.

Infatti, un DTM descrive la superficie topografica del terreno filtrata da tutti gli oggetti mobili ma anche dalle costruzioni e dalla vegetazione.

La scala dei fotogrammi è fondamentale per il livello di interpretazione dei dati. I Db topografici hanno quindi differenti scale di approccio, in funzione del dettaglio di informazioni dettate dagli oggetti presenti in un certo territorio, si riferiscono a svariati temi e livelli di gestione, interagiscono potenzialmente con numerose e diverse banche dati.

In questa ottica nasce il concetto di DB topografico multiscala per cui, in funzione del dettaglio presente in un certo territorio, si deve eseguire la fase di primo rilevamento ad una certa scala. Le scale minori debbono essere invece derivate di conseguenza vedi Figura 11 di seguito. In realtà poi la suddivisione, che in generale si ispira al criterio del differente livello di urbanizzazione tra le diverse zone, è dipesa anche dalle scelte strategiche ed economiche dei singoli comuni che hanno contribuito, quota parte, alla realizzazione del progetto.

Esempio significativo di tale logica è quello relativo al rilevamento delle reti tecnologiche, fondamentali per un Sistema Informativo Territoriale comunale e indispensabili per rispondere ai requisiti dei previsti PUGSS Piani Urbanistici Generali dei Servizi del Sottosuolo. Non è ragionevole rilevare con le tolleranze di posizione assolute della scala nominale Questa impostazione ha per decenni portato a differenti rilievi alle varie scale dello stesso territorio, producendo progressivamente cartografie spesso fra di loro non congruenti, tutte non aggiornate e non aggiornabili e con contenuti anche non omogenei.

Si noti per esempio in Figura 12 la notevole discrepanza in corrispondenza della strada nella sovrapposizione tra carta tecnica redatta alla scala In generale, i sistemi GIS non comportano particolari difficoltà a livello di gestione, ma per assicurare i tradizionali prodotti cartografici è necessario operare una serie di scelte a svariati livelli affinché la visualizzazione adotti, in modo automatico, un simbolismo adeguato alla diversa scala di rappresentazione.

Con questa procedura si intende la trasformazione del contenuto di una carta rappresentata a una certa scala in una scala inferiore. Si tratta quindi di mettere a punto specifiche di rilevamento Specifiche di contenuto e schema fisico di consegna dei Database topografici alle varie scale , inizialmente approntate per la scala In ottica di visualizzazione, in un db topografico multiscala è pertanto corretto che ciascuna zona di territorio venga rappresentata alla scala cartografica per cui è stata prodotta o eventualmente alle scale minori, ma non viceversa.

Non sarebbe invece corretto che le aree extraurbane restituite alla scala Infatti, nelle aree dove è stato rilevato un DbT alla scala Il problema principale diviene pertanto quello di garantire una corretta interazione del dato associato. Si pensi, ad esempio, a come vengono gestiti i numeri civici riferiti ai diversi corpi di fabbrica che, nella generalizzazione dal DbT Nella realizzazione di un DbT multiscala, al di là degli inevitabili ostacoli riscontrati, sono comunque numerosi i vantaggi conseguiti sia a livello di riduzione dei costi globali di produzione, sia soprattutto a livello di qualità del dato associato e delle possibili sinergie di realizzazione.

In Figura 14 è riportata una sezione della CTR alla scala Figura 13 - Durante la generalizzazione cartografica, alcuni oggetti rilevati alla scala I documenti prodotti da tale organismo sono pubblicati sul sito Web del DigitPA www.

gvSIG Mobile 0.2.2 Aggiornare

Si tralascia invece in questa sede di fornire una descrizione altrettanto dettagliata degli allegati C, D ed E che hanno lo scopo di definire le specifiche per la generazione dei prodotti cartacei a partire dal DbT multiscala.

Questo raggruppamento non ha solo uno scopo di classificazione gerarchica degli oggetti, ma anche quello di organizzare gli strati in sottoinsiemi a loro volta morfologicamente o funzionalmente omogenei.

Figura 15 - Organizzazione gerarchica delle diverse tipologie di oggetti presenti nel DbT multiscala. Tutte le tabelle che descrivono gli oggetti contengono sempre le informazioni relative allo Strato-Tema-Classe che li classificano pagina 20 di 82 1.

Gli strati contemplati nel DbT di Regione Lombardia sono: 00 - Informazioni geodetiche 01 - Viabilità mobilità trasporti 02 - Immobili e antropizzazioni 03 - Gestione viabilità e indirizzi 04 - Idrografia 05 - Orografia 06 - Vegetazione 07 - Reti tecnologiche 08 - Località significative 09 - Ambiti amministrativi 10 - Aree di pertinenza Ciascuno di questi strati è indicato con un codice numerico a due cifre.

Un ulteriore livello di specificazione porta poi a differenziare ciascun Strato in una serie di Temi e questi ultimi nelle rispettive Classi.

Si tratta quindi di una struttura ramificata che a partire da 11 grandi categorie Strati procede, per livelli di dettaglio successivi, fino alla specificazione massima rappresentata dalle istanze degli attributi. La codifica degli Strati e dei Temi è stata introdotta per meglio gestire quella delle classi e degli attributi e, come più volte ribadito, i codici sono stati assegnati per numerazione progressiva senza che il valore rappresenti una gerarchia.

Infatti, non è richiesta neppure la continuità della numerazione e possono verificarsi valori mancanti nella successione dei numeri naturali. Anche le Classi, come Strati e Temi, sono contraddistinte da un codice numerico a due cifre.

La Classe è pertanto la struttura fondamentale del Catalogo oggetti in quanto rimanda direttamente alle informazioni più generali che la presiedono ma nello stesso tempo è il punto di partenza per la successiva specificazione in attributi ed istanze.

Gli attributi possono essere di tipologie differenti in funzione del tipo di informazione contenuta. A destra. A tal proposito si utilizzano i valori xx91, xx92, xx93, xx94, xx95 Figura 17 a destra.

Figura 18 — Breve descrizione del contenuto e delle modalità di acquisizione del dato per un certo Strato pagina 23 di 82 1. Lo Shape file se caricato in un software GIS si presenta come un file con un'unica estensione appunto.

A queste tre tipologie di estensione file se ne associano altre, in misura variabile, che vengono create in funzione del tipo di software impiegato per la visualizzazione del DB topografico stesso. Figura 20 — Esempio dei diversi file che possono appartenere al medesimo Shape file di un DbT 1.


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